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Ieri

L’avventura della Picchio inizia alla fine degli anni ’80 dalla passione di un gruppo da amici.

“Fare le repliche di auto d’epoca, questa era la nostra idea. Così, chi ingegnere, chi geometra, chi meccanico, mettemmo insieme la nostra prima vettura: la replica di una Morgan con motore motociclistico.” (Francesco Di Pietrantonio, presidente della Picchio).

Da auto d’epoca a supercar sportive il passo fu breve, complice anche la collaborazione con una  personalità d’eccezione come quella di Giotto Bizzarrini. Fu lui a disegnare il primo prototipo Picchio. Era il 1989.

Bizzarrini prova il primo prototipo Picchio.

Bizzarrini prova il primo prototipo Picchio.

Nel 1996 si decise di avviare il programma industriale e si completa l’attuale sede dell’azienda.

Nel 1998 avviene il debutto in corsa del primo modello interamente progettato e costruito dalla Picchio.

Nel 2002 l’Sr2 sbarca negli Stati Uniti vincendo il Campionato Grand Am.

In quell’anno la Grand-Am stava progettando un regolamento per una nuova classe di auto: Daytona Protoype.
Il fatto che questa categoria fosse del tutto nuova, e quindi aperta a tutti i costruttori, era una sfida veramente interessante dal punto di vista strategico e che l’azienda sapeva di poter sostenere.

La prima DP2 alla partenza per gli Stati Uniti.

La prima DP2 alla partenza per gli Stati Uniti.

Così nel 2003 la Picchio presenta la Daytona Prototype DP2 per concorrere in questa fortunata serie internazionale.

Al debutto la DP2 ottiene un inaspettato terzo posto alla 24 ore di Daytona.