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FAQ

  1. Quanto costa una vettura Picchio?
  2. La Picchio produce auto da strada?
  3. Come è nata la Picchio?
  4. Perché questo nome?
  5. Come siete riusciti ad arrivare alle competizioni americane?
  6. Che ruolo ha l’azienda sui campi di gara?
  7. Quanto è stata buona la prestazione della Picchio DP nelle competizioni USA? (chiesto inizialmente da Mr. Steve Bridges)
  8. Quanti prototipi Picchio sono stati venduti? Dove posso trovare la lista delle vittorie della casa dalla fondazione fino ad ora? Grazie, gabriele giuliani
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    Quanto costa una vettura Picchio?

    La Picchio progetta e costruisce auto artigianalmente: ogni singola macchina è curata nei minimi particolari. La factory realizza prodotti di altissima qualità secondo un ideale, che è quello di rispecchiare in ogni macchina Picchio la più alta espressione del ‘made in Italy’.

    Il confezionamento del prodotto comprende l’approvvigionamento delle materie prime presso i fornitori (situati in Italia e all’estero), ma soprattutto un impegno a 360° di progettazione, styling, simulazioni aerodinamiche, ricerca e sviluppo, produzione e finitura.

    Ogni auto viene curata nei minimi particolari e realizzata secondo le regole di un artigianato di elevato livello.
    I prezzi sono pubblicati nel sito alla voce ‘AUTO’/Listino prezzi: questi ultimi variano in base alla scelta di avere un rolling chassis oppure una auto pronto corsa e naturalmente anche in base agli optionals. Il prezzo è variabile perché la Picchio ha il suo punto di forza proprio nella natura dei prodotti, che sono personalizzabili secondo le esigenze dei clienti. Infatti, molte e diverse sono le scelte che si possono adottare su una macchina: una motorizzazione piuttosto che un’altra, diverse soluzioni di cui i piloti possono fare richiesta, accessori, optionals. Per questo, i prezzi fissati sono di massima, e possono variare in funzione alle preferenze.

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    La Picchio produce auto da strada?

    La Picchio produce automobili da corsa. Per il futuro, l’azienda ha anche in programma di sviluppare un modello da strada, che abbia tutte le caratteristiche atte a renderlo emozionante e piacevole alla guida, nonché sicuro.

    Per raggiungere questo obiettivo, la Picchio svilupperà un GT in serie più che ristretta, il cui progetto è derivato dalla DP2 da corsa. Dall’esperienza delle auto Picchio nelle competizioni, verrà prodotta un’auto da strada con due caratteristiche distintive ed imprescindibili: una è la capacità di dare ‘emozioni da pista’ a chi è alla guida; l’altra è la sicurezza, perché “le corse migliorano la razza”.

    Dall’esperienza in pista infatti, oltre che migliorare continuamente la competitività, si acquisisce un grosso bagaglio di esperienza in fatto di sicurezza.

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    Come è nata la Picchio?

    La Picchio nasce nell’anno 1989, quando alcuni giovani ascolani, appassionati di motori, maturano l’idea di realizzare un’azienda che produca vetture sportive costruite dall’ingegner Giotto Bizzarrini.

    Il rapporto con questo genio della storia dell’automobile è fin da subito sull’onda dell’entusiasmo. L’ingegnere progetta l’auto e poi realizza con le proprie mani il nuovo prototipo, che diventerà il primo laboratorio viaggiante. Poi arriva il momento della verifica, si prova nell’autodromo di Magione, nell’autunno del 1991.
    Giotto Bizzarrini alla guida della prima Picchio (1991)
    La Picchio gira senza problemi, guidata dallo stesso Giotto Bizzarrini, stavolta in veste di pilota e collaudatore.
    Si decide di avviare il programma industriale e nel 1996 si completa la costruzione della sede odierna della Picchio.
    Nel ‘98 avviene il debutto in corsa del primo modello interamente progettato e costruito dalla Picchio.

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    Perché questo nome?

    I fondatori dell’azienda, al contrario della maggioranza delle case automobilistiche (sia da corsa che no), hanno voluto che essa non fosse legata ad una particolare famiglia.

    La scelta del nome, infatti, dà all’azienda un senso di appartenenza più vasto e territoriale. Il picchio è l’animale emblematico della zona del Piceno (area in cui l’azienda sorge).

    La leggenda narra che un picchio, uccello sacro a Marte - dio della lotta e della guerra - guidò nelle Marche i primi insediamenti degli antichi Piceni nella loro migrazione in cerca di nuovi territori, posandosi sul loro vessillo durante il viaggio.

    Oggi il picchio è l’animale simbolo della regione Marche, ed in più, connesso al dio Marte e per sua stessa natura, è anche una creatura aggressiva, bellicosa e sempre pronta allo scontro.

    Inoltre, è un animale costante nei suoi propositi, e più di tutto veloce, scattante e dal profilo ‘aerodinamico’, proprio come sono le auto dell’azienda.

    Questo incrociarsi e sovrapporsi di valenze fu l’ideale per creare un marchio che in una sola immagine potesse, così, suggerire molte idee.

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    Come siete riusciti ad arrivare alle competizioni americane?

    Quando la Picchio ha avuto notizia che la Grand-Am stava progettando un regolamento per una nuova classe di auto, lo staff tecnico ha iniziato ad esaminarlo e si è subito messo al lavoro.

    Il fatto che questa categoria fosse del tutto nuova, e quindi aperta a tutti i costruttori, era una sfida veramente interessante dal punto di vista strategico e che, dal punto di vista tecnico, la Picchio sapeva di poter sostenere, anche nella tempistica.

    In questo modo, la factory è riuscita ad avere più successo in un mercato competitivo come quello americano, in cui era già presente: l’azienda ha già un’auto della classe Sr2 che ha corso nel campionato Grand-Am nel 2002 e nel 2003. Dal 2003 abbiamo introdotto anche la Daytona Prototype sempre per le gare Grand-Am.

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    Che ruolo ha l’azienda sui campi di gara?

    La Picchio è essenzialmente un costruttore: questo vuol dire che il prodotto viene studiato, prodotto e testato in azienda, dopodiché l’auto è pronta per la vendita. I team sportivi, che corrono con le auto Picchio, recepiscono il prodotto finito con la facoltà di testare e modificare l’auto a loro discrezione. E’ forse superfluo dire che l’azienda costruttrice, da parte sua, fornisce un’auto al meglio delle condizioni, raggiunte dopo appropriati studi aerodinamici e di dinamica del veicolo e con l’esame dei dati acquisiti in progettazione. Durante le competizioni, la Picchio assiste direttamente sul campo i team che lo desiderano attraverso elementi dello staff tecnico, in modo da creare uno scambio di informazioni continuo. Questa fase è produttiva ed essenziale per il costruttore, perché dalle esperienze su pista si acquisiscono costantemente nuovi dati da utilizzare per il futuro e per migliorare la progettazione delle auto di quella specifica categoria. Negli ultimi anni (dal 2004) la Picchio ha iniziato a schierare anche piloti ufficiali, i quali sono parte di team ufficiali, cioè direttamente forniti, organizzati e gestiti dall’azienda stessa.

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    Quanto è stata buona la prestazione della Picchio DP nelle competizioni USA? (chiesto inizialmente da Mr. Steve Bridges)

    “Pensiamo di aver fatto piuttosto bene nelle competizioni USA. Credo che la gente conosca già i nostri risultati ed il fatto che siamo arrivati solo quarti assoluti alla classifica finale costruttori 2003 non rende giustizia ad una macchina che in realtà è piuttosto veloce.

    Inoltre, la DP2 Picchio è l’unica ad aver gareggiato per ben 3 corse 24 Ore di Daytona, senza nemmeno avere avuto interventi di revisione al motore. Quindi ritengo senza dubbio che la performance sia stata buona.

    Crediamo che la nuova DP, pronta per la consegna in pochi giorni, sarà anche migliore, perché abbiamo apportato nuove modifiche basandoci sui dati che il team ci sta fornendo dalle piste.” - Francesco Di Pietrantonio, presidente della Picchio- .

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    Quanti prototipi Picchio sono stati venduti? Dove posso trovare la lista delle vittorie della casa dalla fondazione fino ad ora? Grazie, gabriele giuliani

    Buonasera Gabriele, la Picchio normalmente non vende i propri prodotti da corsa; preferiamo dare in locazione le nostre vetture in maniera per far sì che i modelli siano sempre ben funzionanti ed aggiornati. Tuttavia, negli anni passati ci sono stati casi in cui il cliente ha preteso la vendita della vettura, per cui ad oggi sono 6 i prototipi venduti. 4 di essi sono stati destinati al mercato Usa, i restanti 2 rispettivamente uno in Italia e uno in Europa.

    Di seguito alcuni dei risultati spotivi più importanti per la nostra azienda:
    1999
    Campionato SRWC
    Piloti: Giudici - Raimondi
    Vettura: SR2
    Risultato: 3° - 4°

    2000
    CIP
    Piloti: Nappi- Giudici
    Vettura: CN4
    Risultato: 4°-1°

    2001
    CIP
    Pilota: Drudi
    Vettura: CN4
    Risulato: 3°

    2003
    GRAND AM (Daytona Rolex 24 Hours )
    Piloti: Darren Law, Shawn Bayliff
    Vettura: DP2
    Risulato: 2°

    2003
    GRAND AM, Rolex series
    Piloti: Steve Marshall, Danny Marshall, Shawn Bayliff
    Vettura: SR2
    Risulato: 1°

    2004
    CIVIM
    Pilota: Rosario Iaquinta
    Vettura: CN2
    Risultato: 3°

    2005
    CIVIM
    Pilota: Giuseppe Martines
    Vettura: CN2
    Risultato:2°


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